martedì 20 febbraio 2018

Segnalazione librosa: Spacefood

Buon pomeriggio, lettori!
Come state? Questa è la mia ultima settimana di vacanza prima dell'inizio delle lezioni e intendo sfruttarla al massimo. Oggi vi propongo la prima segnalazione dell'anno, presentandovi un romanzo di fantascienza umoristica intitolato Spacefood di Andrea Coco, edito da Scatole Parlanti. Scopriamolo insieme!


Autore: Andrea Coco
Casa editrice: Scatole Parlanti
Genere: Fantascienza umoristica
Formato: Cartaceo
Numero pagine: 220
Prezzo: € 15.00
Link d'acquistoScatole Parlanti

Trama: Prendete il più celebre critico enogastronomico dell'Universo, Aner Sims. Aggiungete il famelico – in tutti i sensi – paladino della Flotta Spaziale, Augusto "Rock" Parboni. Portateli là, dove nessun giornalista si è mai spinto per una recensione, nei locali più estremi del Cosmo. La prima tappa è il "Ristorante che non c'è", dove per accedere occorre prima dimostrare le proprie capacità nell'eloquio, pena... la disintegrazione. Poi, assieme a Scilla Aliprand, responsabile del Servizio di Protezione Aziendale di una multinazionale, si parte alla volta del pianeta Znavel, dove occorre indagare sulla misteriosa scomparsa del grande cuoco Apuleius. I tre flâneurs delle tavole imbandite mettono a repentaglio la propria incolumità pur di soddisfare le curiosità gastronomiche e ritrovare gli antichi valori della ristorazione. Spacefood è fantascienza con contorno di citazioni musicali e un filo di humor extraterrestre.


L'autore

Andrea Coco è nato a Roma nel 1964, dove vive con la moglie e due figli. Dopo la maturità classica ha intrapreso l'attività giornalistica, occupandosi di varie tematiche. Attualmente lavora in una società di telefonia. Molteplici le sue pubblicazioni presenti su riviste e antologie dedicate alla fantascienza e al noir, nonché il contributo alla realizzazione dei concorsi letterari NASF del sito braviautori.com. Tra le sue ultime opere c'è una ghost story edita nell'antologia Allucinazioni urbane (L'Erudita) e un racconto di fantascienza nell'antologia Faximile 101 (Homo Scrivens).

venerdì 16 febbraio 2018

Book Haul: Settembre → Febbraio

Buon venerdì, lettori!
Come state trascorrendo la giornata? Io conto di terminare la lettura di Dream Hunters, in modo da proporvi la recensione la prossima settimana. In questi giorni ho così tanta voglia di leggere che inizierei almeno cinque libri in contemporanea, ma so che non sarebbe produttivo, perciò mi attengo al mio ritmo di un libro (massimo due) per volta. Sempre parlando di libri, oggi vi propongo un book haul che riguarda i miei acquisti da settembre dello scorso anno ad oggi. So che si tratta di quasi sei mesi, ma non avendoli comprati tutti in una volta, mi sembrava poco sensato proporvene uno per volta. Se mi seguite su Instagram, forse qualche titolo lo avrete già visto, ma ad ogni modo ecco gli ultimi titoli che sono entrati a far parte della mia libreria!


FOLLIA di Patrick McGrath » Questo libro, oltre ad essere stato nella mia wishlist per anni, segna una svolta nella me lettrice. Sembrava impossibile, ma sto decisamente iniziando ad apprezzare i libri usati. Questo l'ho trovato in un negozio di libri usati a Modena, mentre andavo all'università, per soli 4 euro e in condizioni davvero buone. Sono molto incuriosita dalla trama e ho letto molte recensioni positive, perciò non vedo l'ora di leggerlo.

L'USIGNOLO di Kristin Hannah » Questo romanzo ambientato durante la Seconda guerra mondiale aveva catturato la mia attenzione sin dalla sua uscita nelle librerie e finalmente ho l'occasione di leggerlo. Ho optato per questa edizione economica e compatta, che spero di leggere al più presto, anche in vista di una possibile pubblicazione di un altro romanzo della stessa autrice, The Great Alone

TI DARÒ IL SOLE di Jandy Nelson » Questo libro è super chiacchierato e mi è stato consigliato vivamente da un'amica. Anche in questo caso la trama mi incuriosisce molto e credo che sarà una delle prossime letture. Sono felice che non abbiano stravolto il titolo e la copertina, anche se, come potete notare, la mia copia è un po' danneggiata (non per colpa mia!).


Il mio obiettivo di dicembre era acquistare tutti i volumi della serie di Piccole Donne. Sono consapevole dell'esistenza del volume unico pubblicato da Einaudi, ma sinceramente l'edizione non mi piaceva particolarmente. Dopo aver trovato, per pura casualità, Piccoli uomini, ho deciso di completare questa serie comprando anche i primi due volumi, pubblicati da DeA per la collana dei ragazzi.


Per concludere in bellezza vi mostro i miei acquisti di libri in inglese, uno dei quali davvero recente. 

ONE OF US IS LYING di Karen M. McManus » Inutile negare la bellezza della copertina e le frasi accattivanti impresse sopra. Dopo tanto parlare, soprattutto sui social, di questo libro, mi sono decisa a comprarlo. L'edizione, di Penguin Books, è davvero molto curata e bellissima. Dalla trama sembra molto intrigante, spero non deluda le mie aspettative.

THE ONE MEMORY OF FLORA BANKS di Emily Barr » Sono interessata alle storie che hanno al centro la memoria, per questo, affascinata dalla trama, ho comprato questo romanzo. Sarà un vero salto nel buio, perché non ho letto nessun parere al riguardo, ma sono fiduciosa. 

MILK AND HONEY di Rupi Kaur » Ultimo, ma non per importanza, il mio recentissimo acquisto. Inutile presentarvelo, sapete già di cosa si tratta, l'ho comprato su suggerimento di un'amica (la stessa di Ti darò il sole) e perché sono curiosa di sperimentare la lettura di poesie. Ho scelto ovviamente l'edizione inglese, perché penso che le poesie rendano meglio se lette in lingua originale.


Questi erano tutti i miei acquisti degli ultimi mesi. Cosa ne pensate? Ci sono titoli che avete letto o che pensate di leggere prossimamente? Fatemelo sapere nei commenti, io vi auguro una buona serata e vi do appuntamento al prossimo post!

lunedì 12 febbraio 2018

Recensione film: Monolith

Buongiorno e buon inizio settimana, lettori!
Oggi vi propongo un film che sono riuscita a recuperare durante le vacanze natalizie, tratto dall'omonimo fumetto italiano, nel quale riponevo molta fiducia. Sarà riuscito a soddisfare le mie aspettative? Ecco il mio parere su Monolith.


Regia: Ivan Silvestrini
Cast: Katrina Bowden, Damon Dayoub, Brandon Jones e molti altri...
Genere: Drammatico / Thriller
Durata: 83 minuti

Trama: Sandra resta chiusa fuori dalla sua Monolith, la macchina più sicura al mondo, costruita per proteggere i propri cari da qualsiasi minaccia. Suo figlio David è rimasto al suo interno, ha solo due anni e non può liberarsi da solo. Intorno a loro il deserto, per miglia e miglia. Sandra deve liberare il suo bambino, deve trovare il modo di aprire quella corazza di acciaio, ed è pronta a tutto, anche a mettere a rischio la sua stessa vita. Il calar della notte porterà il buio, il sorgere del sole trasformerà l’automobile in una fornace. Sandra ha poco tempo a disposizione e questa volta può contare solo sulle proprie forze. Sperduta nel nulla, con possibilità di riuscita praticamente nulle, alla mercé di animali feroci e senz'acqua... Il coraggio di una madre riuscirà ad avere la meglio sulla Monolith?


RECENSIONE


Sandra è una ex pop-star, ora moglie e mamma di un bambino, David. Il marito decide di regalarle una macchina, Monolith, dotata di tutte le ultime tecnologie, comfort e soprattutto dei sistemi di sicurezza più evoluti. Un giorno, dopo aver ricevuto notizie riguardanti suo marito che fanno vacillare la fedeltà di quest'ultimo, decide di recarsi insieme al figlio a Los Angeles. Lilith, l'intelligenza artificiale di cui è dotata la macchina, consiglia a Sandra di prendere una scorciatoia, che le permetterà di evitare il traffico e arrivare prima a destinazione. Mentre è alla guida, nel bel mezzo del deserto, Sandra decide di accendersi una sigaretta e Lilith ne rileva subito il fumo, attivando l'allarme antincendio. La donna, distratta dal suono e intenta a spegnere l'allarme, non si accorge del cervo che sta attraversando la strada. Scende per controllare le condizioni dell'animale, lasciando il proprio telefono al figlio nel sedile posteriore. Questo gesto le costerà caro, bloccandola all'esterno della propria auto, che in un attimo si trasforma nel suo peggior incubo da combattere.

Monolith si presenta come una pellicola diversa, originale, che vuole mostrare le conseguenze dell'alta tecnologia e che penso riesca benissimo nell'intento, sebbene con qualche nota stonata. La storia si apre presentando allo spettatore Monolith, il SUV più sicuro in circolazione. Come ogni nuova tecnologia che si faccia rispettare, è dotata di un'applicazione che il marito si preoccupa subito di installare sul cellulare della moglie. Dopo la rivelazione sull'infedeltà del marito, Sandra parte per Los Angeles con il figlio David. Già dai primi minuti possiamo notare che Sandra molto spesso risponde alle lamentele del figlioletto dandogli il telefono per giocare e questo ovviamente porterà, nel momento giusto, all'incubo da cui dovranno uscire. 
Una volta rimasti bloccati nel deserto, la tensione è davvero alta e tale rimane fino alla fine. L'istinto di sopravvivenza non basterà per salvare David, perché Sandra si trova davanti ad un mostro tecnologico, contro il quale nessun oggetto che riesce a trovare sembra funzionare. La pellicola tocca temi molto attuali, come la tecnologia che prende sempre più piede nelle nostre vite e i casi di genitori che dimenticano i propri figli nelle auto. L'obiettivo di Sandra è quello di tirare fuori dall'auto David, che ora dopo ora diventa sempre più debole a causa del sole e della mancanza di cibo e acqua. Sfortunatamente è sola in questo, poiché il figlio è troppo piccolo per poterla aiutare. Dopo tante false piste, resta un'unica cosa da fare, l'ultimo tentativo da provare, a cui personalmente non avevo ancora pensato. Le note dolenti che ho riscontrato sono la disperazione della protagonista, a volte fin troppo eccessiva e forzata, ma anche la sua scarsa attenzione al figlio e, passatemi il termine, la sua stupidità. Come puoi lasciare nelle mani di un bambino così piccolo un telefono sul quale hai installato l'applicazione della tua auto, a cui si può accedere con un tocco? In quel momento, credetemi, mi sono cadute le braccia. Per non parlare di alcune situazioni improbabili, come la scena al negozio, veramente poco credibile e probabilmente realizzata per mostrare il potenziale del SUV, o la scena finale. Parlando di quest'auto, nel corso della storia presenta vari deficit, come l'estrema severità nei confronti dei passeggeri e la mancanza di sicurezza e di tutela per le persone al suo interno. 
In conclusione, la pellicola è strutturata in modo semplice, non annoia mai riuscendo a tenere alto il livello di tensione, ma questi difetti non passano inosservati. 

Voto
★★★✰✰

venerdì 9 febbraio 2018

Le coppie librose: Tatiana & Alexander

Buongiorno, lettori!
Come state? Quali letture vi terranno compagnia durante questo fine settimana?
San Valentino si avvicina e Susy del blog I miei magici mondi ha organizzato un progetto per l'occasione, incentrato sulle coppie letterarie che sono entrate nei nostri cuori. Ogni blogger partecipante presenterà e parlerà della propria coppia preferita e io chi altro avrei potuto scegliere se non i miei due personaggi preferiti, nati dalla penna di Paullina Simons? Iniziamo subito!


























Tatiana e Alexander sono due personaggi nati dalla penna di Paullina Simons e la loro storia è racchiusa nella trilogia del cavaliere d'inverno. I romanzi coprono l'arco temporale di diversi decenni, iniziando a Leningrado il 22 giugno 1941 e proseguendo, narrando le fughe e l'arrivo negli Stati Uniti dopo tanta sofferenza e tante difficoltà. L'autrice è riuscita a costruire una storia a tutto tondo, analizzando le menti dei personaggi, descrivendo così dettagliatamente - ma senza risultare prolissa - gli eventi e non lasciando nulla al caso, che il lettore viene catapultato al fianco dei personaggi, vivendo e affrontando insieme a loro tutte le peripezie che troveranno lungo il percorso. Una storia che non cade mai nel banale, che presenta in modo realistico le vicende e i sentimenti dei protagonisti e che si fa leggere davvero benissimo, nonostante siano tre volumi molto ricchi (circa 700 pagine l'uno).

Tatiana Metanova vive con la famiglia a Leningrado e ha solo 17 anni quando alla radio viene annunciata l'invasione dell'Unione Sovietica da parte delle truppe naziste. Da ragazzina ingenua qual è, non è preoccupata, bensì curiosa di vedere ciò che succederà, ma presto dovrà essere forte e affrontare ciò che la guerra porterà con sé.

Alexander Belov è un soldato dell'Armata Rossa, ma americano d'origine. Il suo viaggio per arrivare in Unione Sovietica è stato travagliato, ma è pronto per affrontare la guerra e tutti gli ostacoli che si troveranno sulla sua strada.

La storia d'amore tra i due inizia lentamente e segretamente. Si incontrano proprio il 22 giugno 1941 alla fermata dell'autobus: Tatiana, bionda e bellissima, indossa il suo vestito a rose rosse e sta mangiando un gelato quando il suo sguardo incrocia quello di Alexander, un giovane alto e affascinante, dall'altra parte della strada. Tatiana ancora non sa che quel soldato è il fidanzato della sorella Dasha. Al posto di Alexander, sembra prestarle molta attenzione un amico di questo, Dimitri. Le due coppie non sembrano funzionare e tra Tatiana e Alexander vi è attrazione, sebbene i due non possano darlo a vedere. La situazione di stallo non può però essere risolta in breve tempo, sia per il codice di comportamento del tempo, sia perché la situazione del paese sta per peggiorare.
Dopo essersi arruolata nei volontari del popolo per cercare il fratello, Tatiana viene salvata dalle macerie da Alexander ed è proprio in quel momento che lei capisce che qualcosa di profondo li lega, che il suo amore per quel soldato è davvero forte.
La carestia e il freddo fanno sì che le persone si indeboliscano rapidamente e Tatiana, grazie anche all'aiuto di Alexander, fa del suo meglio per portare del cibo sulla tavola e accudire i suoi famigliari. La situazione va via via peggiorando e presto sarà tempo di organizzare un piano per fuggire. La lontananza è spesso d'intralcio tra i due e li costringe a restare divisi anche per lunghi periodi, senza però riuscire a far spegnere la fiamma del loro amore. Questo sentimento così forte e per tanto tempo tenuto segreto, viene reso ufficiale con il matrimonio, celebrato nella città di Molotov senza nessun invitato presente, fatta eccezione per i due testimoni.
Lazarevo, poi, è il luogo in cui l'amore tra i due protagonisti si rivela in tutta la sua semplicità e passionalità, rendendo questo soggiorno sulle rive del fiume Kama un vero paradiso.
Photo by @shelbymary_
E' qui che in qualche modo si percepisce la fine della giovinezza dei due, fatta di spensieratezza e amore nonostante la guerra. Negli Stati Uniti, infatti, Tatiana si dovrà occupare in un primo momento del proprio bambino da sola, perché di suo marito non si hanno notizie. Una volta riuniti, però, la relazione tra i due risentirà del periodo di lontananza e di ciò che Alexander ha dovuto subire. Le difficoltà, ancora una volta, verranno superate non senza sforzi e debolezze, ma tutto ciò ribadisce quanto l'amore tra i due sia forte.


Questa trilogia è indimenticabile e riesce sempre a dimostrarmi che l'amore vero vince contro ogni cosa, superando ogni ostacolo. Tatiana e Alexander hanno fatto breccia nel mio cuore fin dal primo momento e sono sempre felice di poterli ritrovare sfogliando le pagine dei volumi che racchiudono la loro storia. Non credo ci sia nulla di lasciato al caso nella storia d'amore tra questi due personaggi e l'autrice è riuscita a renderli così reali, che per me parlarne è come parlare di due persone realmente esistenti.
Spero che questa tappa vi sia piaciuta, ho cercato di restare il più generica possibile per non togliere il piacere della scoperta e della lettura a coloro che ancora non hanno letto la trilogia. Per chi invece l'ha letta e l'ha amata come me, spero sia stato un modo per ripercorrere la storia d'amore di questi due amabili personaggi. Fatemi sapere cosa ne pensate e quali sono le vostre coppie letterarie preferite!

Non perdetevi le prossime tappe

martedì 6 febbraio 2018

Recensione: Dentro l'acqua

Buonasera, carissimi lettori!
Ebbene sì, sono tornata! Finalmente ho terminato la sessione invernale e posso di nuovo dedicarmi al blog e alla lettura. Non che in questi ultimi due mesi non abbia letto nulla, anzi, ma mi manca leggere per il puro piacere di farlo, senza dover memorizzare ogni singola virgola. So che vi avevo promesso che a gennaio ci sarebbero stati nuovi post, ma gli ultimi esami mi hanno colta un po' alla sprovvista, c'era davvero tanto da fare e ho dovuto concentrare tutte le mie energie nello studio, perciò ecco la causa della mia prolungata assenza. Ora, però, sono più carica che mai e, nonostante stia sperando di recuperare un po' la vista che nelle ultime settimane sembra avermi lasciata, ho tanta voglia di tornare attiva. Penso che non ci sia modo migliore per farlo se non proponendovi una recensione, perciò oggi vi parlo di un libro che ho terminato a dicembre e che mi ha sorpresa. L'autrice la conoscevo già ed ero curiosa di leggere altri suoi lavori, ecco quindi la recensione di Dentro l'acqua di Paula Hawkins.


Autore: Paula Hawkins
Casa editrice: Piemme
Genere: Thriller
Formato: Cartaceo
Numero pagine: 372

Trama: Quando il corpo di sua sorella Nel viene trovato in fondo al fiume di Beckford, nel nord dell'Inghilterra, Julia Abbott è costretta a fare ciò che non avrebbe mai voluto: mettere di nuovo piede nella soffocante cittadina della loro adolescenza, un luogo da cui i suoi ricordi, spezzati, confusi, a volte ambigui, l'hanno sempre tenuta lontana. Ma adesso che Nel è morta, è il momento di tornare.
Di tutte le cose che Julia sa, o pensa di sapere, di sua sorella, ce n'è solo una di cui è certa davvero: Nel non si sarebbe mai buttata. Era ossessionata da quel fiume, e da tutte le donne che, negli anni, vi hanno trovato la fine - donne "scomode", difficili, come lei -, ma mai e poi mai le avrebbe seguite.
Allora qual è il segreto che l'ha trascinata con sé dentro l'acqua? E perché Julia, adesso, ha così tanta paura di essere lì, nei luoghi del suo passato? La verità, sfuggente come l'acqua, è difficile da scoprire a Beckford: è sepolta sul fondo del fiume, negli sguardi bassi dei suoi abitanti, nelle loro vite intrecciate in cui nulla è come sembra.


RECENSIONE


Non fidarti di una superficie troppo calma. 
Lascia che l'acqua ti racconti la sua storia.

Julia (Jules) Abbott ha lasciato Beckford da diverso tempo e non ci avrebbe rimesso piede se non fosse stato per sua sorella Nel, morta in circostanze misteriose. Il suo corpo è stato trovato nel fiume, luogo in cui Nel passava molto del suo tempo, e a prima vista sembrerebbe trattarsi di suicidio. Nel è solo una delle donne che ha deciso di mettere fine alla propria vita gettandosi nel fiume o c'è di più?

Se in La ragazza del treno Paula Hawkins aveva creato una storia alquanto lineare e che potrebbe definirsi quotidiana, in questo suo nuovo romanzo sembra essere passata all'estremo opposto, creando una storia con tanti personaggi e intessendo tante relazioni tra essi. 
Julia, che si fa chiamare Jules, torna nella cittadina di Beckford dopo tanto tempo e al lettore sembra di essere un abitante del posto, perché di Jules non sappiamo niente e tutto ciò che sapremo alla fine sarà stata lei stessa a raccontarcelo, aprendoci una finestra sui suoi ricordi. Sappiamo che non ha figli e infatti in un primo momento si trova in difficoltà nel dover gestire sua nipote Lena, che reagisce alla morte della madre in modo un po' singolare, quasi come se sapesse. Ma ci sono ancora tante cose che devono riemergere dal passato e il motivo per cui le due sorelle si sono distaccate, al punto da non parlarsi più, è solo l'inizio. A seguire il caso ci sono l'ispettore Sean Townsend, che collabora con il sergente Erin Morgan, decisa a trovare il colpevole e chiudere il caso. Poi ci sono Helen, la moglie di Sean, le cui decisioni l'hanno portata a vivere con il suocero, Patrick, e Louise, considerata una povera pazza che sostiene di parlare con i morti. Ognuno di questi personaggi ha una propria storia, una propria visione delle cose e soprattutto i propri segreti. Niente è come sembra e se ci fidassimo di come vediamo le cose in superficie, probabilmente accuseremmo la persona sbagliata.

In questo romanzo l'azione non si limita ad una manciata di personaggi, ma riguarda in misura diversa anche i numerosi personaggi secondari, che apportano sempre nuovo materiale alla storia.C'è Louise, che non è creduta da nessuno; ci sono il sergente Erin, l'ispettore Sean sulle tracce del colpevole e ci sono anche vecchi amici e fidanzati del passato. La storia, infatti, oltre ad essere narrata dai diversi punti di vista dei personaggi, contiene un collegamento continuo tra presente e passato. Alcuni temi, alcune scene presenti ne La ragazza del treno si ritrovano in questo nuovo romanzo, sebbene siano presentati in situazioni e modi diversi. Anzi, a differenza del primo, ho trovato che ci siano scene molto crude, che mi hanno messa un po' a disagio. 
La Hawkins ancora una volta mi ha tenuta sulle spine per tutto il tempo e la soluzione del caso è stata un vero colpo di scena. Lo stile è come sempre scorrevole, i punti di vista alternati non creano nessuna confusione e anzi, trovo che riescano ad arricchire la storia in maniera per niente forzata. 
Anche questa volta la Hawkins è riuscita a coinvolgermi e a tenermi con il fiato sospeso fino alla fine, facendomi sentire un po' una detective che analizzava i pensieri dei diversi personaggi. 

Voto
★★★★✰